CENTRO BROGGINI
Storia della Falegnameria

1872 – Alessandro Broggini fonda la ditta “Alessandro Broggini”.

1883 – Viene iscritta al registro di commercio.

1907 – È la prima falegnameria a livello cantonale per la lavorazione meccanica del legno. Dopo due anni di trattative con i vari enti (cantone, comune e patriziato) viene costruito un bacino di contenimento per le acque del riale Brima, che da Arcegno mediante tubi d’acciaio di 60 cm di diametro, portano 47 litri al secondo su una lunghezza totale di 558 metri. Le due turbine costruite dalla ditta Benninger & Co (SG) sviluppano sia la forza motrice che elettrica (da notare che la Sopracenerina non esisteva ancora).

1915-1925 – Subentrano i quattro figli (Peppino, Giannetto, Fabrizio e Pompilio) e il nome della ditta cambia in “Figli di Alessandro B”. Da quel momento c’è uno sviluppo straordinario grazie alle macchine impiegate che svolgono il ciclo completo della lavorazione del legno. Partendo dalla segheria si fabbricano liste per pavimenti, tornitura, serramenti e i mobili più raffinati. 

Lo sviluppo a livello nazionale avviene con la partecipazione a cinque esposizioni: 1883 Zurigo, 1896 Ginevra, 1914 Berna, 1939 Zurigo e 1964 Losanna. Grazie a questi eventi l’azienda riceve numerosi diplomi.

1925-1934 – Modifica del nome in “Broggini & CI”.



Nei suoi lunghi anni di vita la fabbrica ha dovuto superare difficoltà di ogni genere:



  • 1901, 1972, 1974 –  tre gravi incendi che l’hanno distrutta totalmente o parzialmente.

  • 1914 – Prima Guerra Mondiale e crisi economica dovuta al fallimento delle banche.

  • 1920 – Sciopero dei falegnami.

  • 1939 – Seconda Guerra Mondiale.



Nonostante ciò, si è sempre saputa riprendere più forte di prima perfezionando di anno in anno le tecniche di lavorazione permettendo di arrivare ad avere un prodotto di alta gamma qualitativa. 
Le maestranze hanno raggiunto un massimo di 50 dipendenti.

1934 – Modifica della ragione sociale in “Broggini & CI Sa”.

1995 – La grande concorrenza estera con grandi stabilimenti (Italia, Austria, Germania) non permette più di praticare un alta qualità artigianale. Questo porta alla riorganizzazione del sedime aziendale che oggi ospita diverse imprese locali di vari settori.